28/8/2010 - freedom
Sesso, parole, amici, religione, casa, pensiero, salute, immagini, carriera, volontà, comportamenti, vestiti, eventi, giochi, posizioni, tecnologia, personalità, tempo, gesti, filosofia, disegno, cibo, scarpe, sport, lavoro, intimità, lettura, carattere, vacanze, ....
Credi davvero che in tutto questo troverai libertà?
Non c'è modo di sfuggire, stai dentro te stesso.
Nei recessi più silenziosi del tuo respiro ti consoli.
Il tuo corpo-prigione non è altro che il tempio della libertà.
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24/8/2010 - Senza pietà
Non dimentico, non cancello chi ero; porto tutto il bagaglio con me. La certezza di avere fallito si consola pensando che il perfezionamento è l'unica cura. Se ogni giorno servisse a morire, questa scala sarebbe in discesa diretta all'inferno... Ho riposto ogni errore sulle pieghe delle mie mani; ho scritto mille volte la parola odio sulla mia bocca perchè ho sentenziato, giudicato, condannato. Carattere e personalità hanno gozzovigliato massacrando e sbranando fratelli; il rancore ha impiccato il padre, la madre e i loro figli, poi ha suicidato anche se stesso, lasciando un solo fragile corpo a penzolare sull'albero della vita.
A questo punto come può l'anima perdonare se stessa?
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10/7/2010 -
Certi giorni nascono al contrario: al risveglio non c'è chiarezza e quando invece arriva notte hai finalmente compreso che l'unica luce che serve è quella che al buio ti permette di vedere il cammino.
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15/6/2010 -
Caro Amico, so bene che ormai non ci sei e che i tuoi piccoli e teneri baci, come sussurri, non sfioreranno più la mia pelle, ma spero che il grande spirito del mondo ti porti queste parole che ora non puoi ascoltare. Qui la vita procede, a volte piena altre vuota, nel suo modo bizzarro che alla gente comune sembra caotico, casuale, fatidico, ma che tu ed io abbiamo sempre saputo essere ordinato. Ogni giorno mi sforzo di essere serena e gioiosa, di scacciare ogni triste pensiero, ma a volte mi afferra il grande sconforto che morde il cuore facendomi sentire completamente sola in mezzo a miliardi di anime a cui non rimane alcuna speranza. Negli ultimi tempi, per non sentirmi sconfitta, mi sono circondata di persone che mi rispettano e mi vogliono bene nonostante gli enormi limiti della mia ostinata personalità, ma mi manca uno sguardo: quello che mi riflette. Mi manca il cielo. Per consolarmi, tutti mi dicono che, prima o dopo, vedrò gli occhi di un'altra profonda amicizia, ma ancora non ci credo. Anzi, a dirla tutta sento di non desiderarlo affatto: uno è lo specchio sublime, gli altri non sono altro che goffe imitazioni che costano poco e dunque si pagano meno. Finalmente ho trovato la casa in affitto che fa per me; andrò ad abitarci insieme ad una persona gentile, un amico leale e disponibile che purtroppo non hai avuto modo di conoscere a fondo. Lo avresti apprezzato anche tu. La prima volta che sono entrata a casa ho pensato subito che sarebbe piaciuta anche a te; quando ho deciso che lì avrei abitato durante lo spazio di vita che per ora devo attraversare ti ho visto camminare tra quei muri, ho sentito che salivi le scale davanti a me e ti ho tenuto la mano mentre, insieme, guardavamo la mia stanza. So anche che quando dovrò scegliere i mobili e tutti gli oggetti che vi farò dimorare, ti coinvolgerò ancora una volta ascoltando nel mio cuore i tuoi gusti, che poi sono gli stessi dei miei. Sto ottenebrando la mente con il credere che tu possa sentirmi accanto nel posto in cui sei, mi sto logorando nella convinzione che esista un sottilissimo filo dorato che, come un ponte, ci collega e ci avvolge in un tenero abbraccio infinito e, come i matti, non posso accettare che la realtà è averti perso, creatura meravigliosa, senza nemmeno salutarti come si deve.
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21/5/2010 - il nemico che è in te
Libero di girovagare in questo mondo per fare esperienza, per tutta la vita ti sei quotidianamente imbattuto in ogni sorta di essere umano: lo hai visto e studiato, lo hai classificato usando il metro dell'affinità ed infine lo hai avvicinato o ne hai preso le distanze. Nel fare questo non ti sei accorto che per te non è esistito altro che il tuo giudizio personale e, dimentico, nel delirio di onnipotenza hai relegato alcuni nella sfera del profondo rispetto, molti altri in una prigione di odio o indifferenza. Nella tua soggettiva valutazione hai scelto gli amici più cari, hai programmato a tua immagine e somiglianza il compagno della tua vita, hai stabilito un contratto con i conoscenti da frequentare, hai punito il padre o la madre, hai individuato i tuoi peggiori nemici. Per effettuare queste scelte ti sei costantemente munito di una giustificazione razionale che rendesse silente la voce della tua coscienza. Ti sei congratulato con te stesso per il possesso di un ottimo sesto senso e per la superba capacità di scegliere su chi fare affidamento, però non ti sei chiesto nemmeno una volta cosa significasse realmente avere nemici, ciò che essi rappresentassero per te. Hai sprecato giornate intere a soffrire per la loro malvagità, a sorridere per la loro stupidità e poi, non appena ti è stato possibile, li hai infangati e ti sei vendicato, hai esultato per il loro dolore oppure hai supplicato il tuo diabolico dio affinché rendesse giustizia ad ogni torto subito. Eppure essi non erano altro che la parte di te più profonda, quella che avresti dovuto davvero scoprire durante la tua misera esistenza: il fastidio provato in loro presenza, la tensione generata dalla differenza dei punti di vista, il conflitto e l'aggressione scaturiti dalle reciproche nevrosi, non erano altro che un'opportunità per capire te stesso in profondità, la tua debolezza, il tuo confine, il nemico che è dentro di te. Se solo un giorno avessi vissuto con questa consapevolezza, avresti certamente trovato la virtù che, sorta sulle ceneri di vizio e colpa, ti avrebbe permesso di amare la totalità della vita e, dunque, non solo ciò che fa comodo.
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14/2/2010 - nonostante
nonostante tutto ogni giorno si illumina il suo volto: nonostante la malattia che lo opprime, che gli si fa incontro minacciosa con una faccia sempre nuova e terribile. accetta la sua condizione, senza disperare, senza perdere le speranza, senza smettere di sorridere, facendo la linguaccia al castigo che gli si è parato incontro. nonostante tutto mai un lamento, mai un sospiro per la sua condizione, sempre quella forza di alzarsi la mattina con la grinta di sputare in faccia a tutti i guai, i malanni, le sofferenze fisiche che fin dall'inizio della sua vita lo hanno accompagnato.
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25/1/2010 -
spegnere l'istinto è semplice perché l'energia sessuale e gli impulsi irrazionali sono facili da individuare;
zittire la mente è arduo in quanto la paranoia è subdola e s'insinua ogni qualvolta l'egoismo viene mortificato o prevaricato;
domare l'emozione, la passione sentimentale, è invece estremamente complicato perché creare il vuoto interiore e raggiungere la profondità della solitudine, dopo aver attraversato la serenità, la felicità e il dolore per mezzo degli altri, è come morire: con questa morte del sé ogni atto agito non è più volto alla soddisfazione di un personale bisogno d'attenzione o d'amore, ma si scioglie nel corso misterioso dell'esistenza del tutto.
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20/1/2010 -
AMICI di carta, di penna, di viaggi, di svago, di cielo e di terra, sfoghiamo i lamenti. simili o diversi, impegnati o distaccati, solidi o fragili, qual è il filo che ci lega? ingombranti e dirompenti, liquidi e sfuggenti, concentrati e meditanti, siamo solo calamite... pochi soltanto quelli sintonizzati, gemelli che sanno sempre quando siamo arrivati.
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31/12/2009 - 2009
Il primo giorno ti ho ignorato per nascondere la tua importanza. Il primo mese ti ho disprezzato per orgoglio, ferocia ed invidia. Il secondo ti ho adulato: così il demone spera lussuria e conforto. Il terzo ti ho innaffiato con lacrime d'odio poichè ciechi, occhi torbidi non vedono amore. Il quarto ti ho implorato di essere clemente nell'impormi la tua giustizia. Il quinto mese ti ho nutrito con lamenti, ingiurie e falsità. Il sesto ti ho vomitato per frustrazione e paura. Il settimo ti ho deturpato, l'ottavo plagiato, il nono posseduto: vanità. Il decimo mese ti ho bruciato per scaldare il desiderio. L'undicesimo ti ho maledetto per ambizione di superiorità. L'ultimo mese ti ho assecondato per impotenza e rassegnazione. L'ultimo giorno ti ringrazio, ti abbraccio e ti chiedo perdono.
Oggi l'anello ritorna al suo dito e si celebra l'importanza di essere vita e poesia.
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13/12/2009 - regalare le perle ai porci
ecco cosa succede quando doni a chi non sa ricevere:
le tue parole daranno fastidio e verranno usate contro di te per mortificarti oppure accusarti di essere scomodo ed insolente;
il tuo silenzio risuonerà come indifferenza e sarai abbandonato nella tua solitudine;
il tuo sorriso verrà percepito come un ghigno e per questo sarai trattato come un pazzo che non sa quel che fa;
la tua dolcezza sarà un veleno e la tua fermezza un bastone, allora riceverai insulti e maledizioni, ti verranno lanciate parole d'odio travestite d'amore universale o, altrimenti, troverai porte chiuse, anime vuote e cuori avvizziti.
e quando finalmente smetterai di chiederti anche l'ultimo dei perché, ricorderai a te stesso di ripercorrere eternamente la stessa strada
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