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L’agonia del lavoro domina il Natale, ma il Paese parla d’altro

Inviato il 19/12/2009 a 01:57 - 1 Commenti - Invia Commento - Link

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A una settimana da Natale il bollettino della crisi italiana è un elenco interminabile di aziende in difficoltà e di lavoratori in lotta, spesso disperati perchè non vedono la strada per uscire da un lunghissimo tunnel. La gravità della situazione dovrebbe portare il tema del lavoro e del rilancio economico in primo piano nell’agenda del governo e della politica. I telegiornali e i talkshowdovrebbero sentire l’impegno morale, prima ancora che professionale, di piazzare i volti e le voci dei lavoratori nei titoli di testa, come si fa con le notizie più importanti. Non si può continuare a vendere fumo, non si può continuare a dire che la crisi è finita e stiamo meglio degli altriquando ogni giorno si moltiplicano le notizie di aziende in difficoltà, di tagli occupazionali, di ristrutturazioni. I precari sono già stati cacciati e nessuno se ne ricorda. Le donne hanno pagato e sono tornate a casa. Ora, dicono le statistiche, non si iscrivono più alle liste di disoccupazione, tanto hanno perso la speranza di un’occupazione stabile. I “garantiti” col posto fisso hanno potuto usufruire della cassa integrazione, ma in molte imprese, anche grandi, sta finendo il periodo di copertura delle 52 settimane. Adesso, nei prossimi mesi, anche se il pil darà qualche segnale di ripresa, arriverà il peggio per l’occupazione. L’impatto più negativo della crisi sul mercato del lavoro è atteso per l’anno prossimo, forse si estenderà fino al 2011. Gli ultimi dati statistici, in Italia e in Europa, a questo proposito lasciano poche speranze. Nel terzo trimestre di quest’anno, dice l’Istat, l’Italia ha perso oltre 500mila posti di lavoro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Non andava così male dal 1992. Per recuperare i posti che sono andati smarriti non si può pensare che una crescita economica dello 0,5 o dell’1% possa fare miracoli dopo aver accusato un arretramento del 5-6% negli ultimi due anni.

Il dramma sociale è una questione europea, non solo italiana. Tra il marzo 2008 e l’ottobre di quest’anno in Europa sono scomparsi oltre 6 mili di posti di lavoro. Nell’Unione i disoccupati sono circa 22 milioni, di cui più di un quarto sono giovani. In questi giorni che portano al Natale sembra che l’emergenza economica e sociale si stia accentuando. Il tessuto imprenditoriale soffre, è in difficoltà, la crisi in questa fase sembra colpire con più forza quelle imprese che avevano finora resistito mentre nella grande «fabbrica diffusa» del Nord est sono artigiani, piccole imprese. autonomi a mostrare segni di cedimento. E in molti casi, se non si lanciano velocemente consistenti salvagente, il rischio è che la coda della recessione porti alla cessazione di tante imprese. Quasi ci fosseun regista cinico dietro questa crisi italiana, nei prossimi giorni che portano al Natale ci saranno una serie di incontri e annunci che potrebbero drammatizzare ulteriormente il momento. Uno dei passaggi chiave sarà la presentazione del piano Fiat da parte dell’amministatore delegato Sergio Marchionne la prossima settimana. L’incontro fissato per il 22 dicembre, alla vigilia della pausa natalizia e mentre alcune fabbriche sono in cassa integrazione, potrebbe portare la conferma della chiusura, o meglio della cessazione di Termini Imerese come impianto produttore di auto. L’attesa e la tensione sono molto alte anche per Pomigliano e gli altri stabilimenti del Mezzogiorno.

Ma non è solo l’auto a preoccupare. Da Marghera all’hinterland milanese, dalle aziende meccaniche dell’Emilia Romagna fino all’accaio di Taranto, le aree di difficoltà sono sempre più estese. In questa congiuntura le sollecitazioni dei sindacati affinchè il governo dia una mano ai redditi di lavoratori e pensionati, con un organico intervento fiscale, sono andate deluse. Così come il pd ha proposto invano un piano di interventi a favore di artigiani e imprese, e di sostegno ai ceti più deboli buttati fuori dal mercato del lavoro. Ma, dialogo o non dialogo, toni bassi o alti, il governo è andato avanti spedito sulla Finanziaria senza nemmeno discutere un articolo con l’opposizione. Un mese fa Tremonti fece l’elogio pubblico del posto fisso. Era solo una battuta ad effetto per conquistare un titolo di Minzolini al tg1, niente di più.

18 dicembre 2009

Saab/ Gm elimina marchio: delude Svezia e fan auto del Grifone

Inviato il 19/12/2009 a 01:55 - 0 Commenti - Invia Commento - Link

New York, 18 dic. (Apcom) - Dopo 60 anni di presenza sui mercati, in cui è diventato un marchio di culto per moltissimi appassionati dell'auto, Saab scompare. La casa madre General Motors, alle prese con una dolorosa ristrutturazione in uno dei momenti più difficili della sua storia, non è riuscita a vendere l'azienda svedese, che controllava dal 1989. L'annuncio è doloroso, non solo per gli appassionati di auto, ma soprattutto per i 3.400 dipendenti di Saab, la maggior parte dei quali si trova in Svezia, e per i 1.100 concessionari nel mondo. "Sono devastato. E' un marchio unico", ha detto Ray Ciccolo, titolare di due concessionarie Saab nell'area di Boston fin dal 1957. Gm ha fatto sapere che le garanzie nei confronti dei proprietari continueranno comunque ad essere onorate. La morte di Saab è quella di un marchio che godeva di una piccola ma fedelissima schiera di appassionati. Particolarmente apprezzati ne erano il design avveniristico e alcune stranezze come il posizionamento della chiave d'accensione tra i due sedili anteriori invece che sul volante. Oltre al fascino estetico le Saab rispettavano anche la tradizione svedese della sicurezza e del comfort: nel 1971 fu la prima casa automobilistica a montare sedili riscaldati. Stoccolma non ha reagito bene alla decisione del cda di Gm, definendola "sorprendente e deludente", nelle parole del ministro dell'Industria Maud Oloffson. "E' Gm che ha preso questa decisione, per le sue ragioni, e sono loro che devono rispondere", ha detto Oloffson da Trollhattan, lo stabilimento dove lavora la maggior parte dei dipendenti Saab. E' la terza volta quest'anno che Gm fallisce nel tentativo di vendere uno dei suoi marchi. In settembre il magnate dell'auto Roger Penske si è ritirato da un accordo per acquistare Saturn, che ha fatto la fine di Saab. Il mese scorso il cda di Detroit ha deciso di non vendere Opel ad una cordata internazionale guidata dal costruttore di componenti canadese Magna. La differenza è che Opel verrà mantenuta e ristrutturata perché considerata di importanza strategica di Gm. Il destino di Saab, il cui marchio è contrassegnato da un grifone coronato, è evidentemente quello riservato ai marchi di nicchia in questi anni bui per il settore auto. Le vendite languono dappertutto e i pochi acquirenti sono orientati a comprare modelli meno impegnativi, secondo Rebecca Lindland, analista del settore per la società di consulenza IHS Global Insight. "E' un brutto periodo per vendere la propria casa ed è un brutto momento per vendere aziende automobilistiche", spiega Lindland. "Questo mercato è incredibilmente difficile adesso". Gm comprò una quota del 50% e si assicurò il controllo manageriale di Saab per 600 milioni di dollari nel 1989, dopo lo scorporo di Saab dal costruttore di camion svedese Scania. Detroit acquisì il pieno controllo rilevando il capitale residuo nel 2000, per 125 milioni di dollari. Gm non ha mai tratto profitto dall'acquisizione e molti critici notarono come sotto la casa americana Saab avesse perso un po' della sua unicità. "Nonostante i migliori sforzi di tutte le parti coinvolte, è diventato chiaro che la ricognizione dei bilanci necessaria a questa complessa transazione non si sarebbe potuta chiudere in un periodo di tempo ragionevole", ha affermato oggi il presidente di Gm Europe, Nick Reilly, nell'annunciare il fallimento delle trattative per la vendita di Saab, L'ipotesi più consistente per la cessione del marchio era in realtà già venuta meno il mese scorso, quando il produttore svedese di supersportive Koenigsegg aveva deciso di rinunciare all'operazione. Gm aveva successivamente tenuto discussioni con la Spyker Cars, ma ora è arrivato lo stop definitivo. La casa americana ha comunque precisato di non prevedere ripercussioni per la cessione di alcune attività di Saab, annunciata al scorsa settimana, verso la cinese Beijing Automotive Industry Holdings.

Fonte: Apcom Automobili


Castiglion Fiorentino: aiuti concreti alle famiglie

Inviato il 19/12/2009 a 01:53 - 0 Commenti - Invia Commento - Link

Castiglion Fiorentino: aiuti concreti alle famiglieE’ entrato nella fase operativa il progetto S.Pe.S.A. (sostegno per la spesa agevolata) che il Comune di Castiglion Fiorentino ha finanziato con un preciso capitolo di bilancio.
Il progetto vuol venire incontro alle famiglie in un momento difficile della nostra economia.
Appena approvato il regolamento gli uffici sono già al lavoro per ripartire queste risorse: lo scopo è quello di distribuire speciali ticket per l’acquisto di generi alimentari e medicinali.
Si va da un minimo mensile di € 50 a € 250, i criteri per l’erogazione riguardano la fascia di reddito, presenza o meno di cassaintegrati o lavoratori in mobilità, il numero di figli, la presenza di diversamente abili.
Questa manovra di sostegno alla famiglia vede anche la partecipazione degli esercizi commerciali e delle farmacie del territorio comunale, i quali hanno aderito in maniera convinta comprendendo l’obiettivo che si è dato l’Amministrazione.
A tale proposito il Sindaco Brandi ha dichiarato “Il Comune di Castiglion Fiorentino non si limita agli annunci ma mette in campo azioni concrete impegnando risorse e distribuendole a chi realmente ha bisogno.
Gli uffici controlleranno in maniera capillare la posizione di chi farà richiesta, inoltre vi saranno criteri innovativi per l’assegnazione: il primo è la residenza da almeno cinque anni per evitare che i benefici vadano a persone che vivono solo saltuariamente nella nostra Comunità, il secondo è tutta una serie di penalizzazioni per chi possiede beni mobili (auto, moto, barche, ecc) che fino ad oggi non venivano considerati.
Il Sindaco aggiunge – Non vorremmo ritrovarci, infatti, a Castiglion Fiorentino in situazioni limite come quelle che si sono verificate negli Stati Uniti in cui agli sportelli sociali si presentano persone con la Cadillac.
La popolazione di Castiglion Fiorentino è infatti solidale con chi ha bisogno ma mal sopporta coloro che utilizzano il nostro sistema di protezione sociale senza averne diritto e necessità.
Va in questo senso anche il nuovo sistema di verifiche che ha consentito di azzerare l’evasione e l’elusione sui pagamenti per le mense e i trasporti scolastici.
A tutto ciò si aggiungono i controlli su chi ha usufruito del contributo sugli affitti, al fine di misurare al centesimo, la loro reale situazione.
In un momento come questo – conclude il Sindaco- quando le risorse si assottigliano e la crisi incombe, come suggeriscono buon senso e giustizia, è necessario eliminare coloro che, in maniera parassitaria, si insinuano nelle pieghe nel nostro stato sociale”.
VENERDì 18 DICEMBRE 2009 13:49 - ufficio stampa

Cade da auto:muore star della Nfl

Inviato il 19/12/2009 a 01:51 - 0 Commenti - Invia Commento - Link

Il giocatore dei Cincinnati Bengals, squadra della National Football League, Chris Henry è morto dopo essere caduto da un pick-up. Secondo la ricostruzione, Henry sarebbe saltato al volo sul pick-up che la fidanzata stava portando fuori dall'abitazione dopo una lite con il giocatore, che ha però perduto l'equilibrio cadendo di schiena in strada.

L'annuncio del decesso del ricevitore è stato dato dalla polizia di Charlotte-Mecklenburg. Henry aveva 26 anni ed era stato ricoverato ieri dopo essere stato trovato a terra in condizioni critiche in una strada di una zona residenziale di Charlotte. Il giocatore, lontano dalla sua squadra per un infortunio ad un braccio, secondo la ricostruzione degli inquirenti sarebbe saltato al volo sul retro del veicolo guidato dalla fidanzata, Loleini Tonga. La donna, a quanto pare dopo una lite, si stava allontanando da una residenza di proprietà della sua famiglia.

Secondo la polizia, per motivi non ancora chiariti, Henry sarebbe caduto sull'asfalto a circa 500 metri da casa.

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